Presentato ieri, alla 70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione "documentari, "A Fuller Life" si pone come obbiettivo di riassumere la vita di questo particolare regista americano.
Raccontato in dodici capitoli (ognuno narrato in prima persona) da personaggi legati in qualche modo alla figura di Fuller, possiamo citarne alcuni: Jennifer Beals, William Friedkin, James Franco, Tim Roth e Constance Towers, spuntano interessanti aneddoti che partono dall'infanzia (Fuller iniziò adolescente a vendere sigari per le strade di New York, diventando poi giornalista di cronaca nera a soli diciassette anni) fino ad arrivare all'affermata vita cinematografica, passando per la guerra ( si arruolò volontariamente, combattendo anche in Sicilia, Normandia e Germania) in cui Wim Wenders narra un simpatico incontro fra Fuller stesso e la diva Marlene Dietrich, sino all'incontro col celebre tycoon hollywoodiano Darryl F. Zanuck e alla proposta di contratto con la 20th Century Fox, con la quale diresse ben otto film fra il 1951 e il 1957, alcuni divenuti dei veri cult movies (come il caso di "Quaranta pistole" con Barbara Stanwyck o de "La tortura della freccia" con Rod Steiger e Charles Bronson, entrambi del 1957).
Un affettuoso, e mai troppo smielato, omaggio creato dalla figlia Samantha per non far dimenticare (e forse per far riscoprire anche) al pubblico il contributo che Samuel Fuller ha dato alla cultura cinematografica americana e non.
di Francesco Foschini
di Francesco Foschini
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