giovedì 30 maggio 2013

Travolti da un insolito Giannini

di Giovanni Bogani

FIRENZE. Questo pomeriggio, alle 17.30, alla scuola Immagina di Firenze – borgo della Stella 11 rosso, tra via de’ Serragli e piazza del Carmine – ci sarà un ospite molto speciale, a parlare con gli studenti di recitazione, di regia, di montaggio.

          Era travolto da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, è stato ucciso da Hannibal giù da Palazzo Vecchio, ha dato la voce ad Al Pacino e a Jack Nicholson. E’ Giancarlo Giannini, fuoriclasse del teatro e del cinema italiani. Ha interpretato mille personaggi, diversissimi tra loro, dall’operaio proletario al boss mafioso. Ha fatto commedie italiane e grandi film internazionali. E’ stato candidato all’Oscar come miglior attore nel 1977 per “Pasqualino Settebellezze” di Lina Wertmuller. Ha vinto cinque David di Donatello, quattro Nastri d’argento, quattro Globi d’oro, il premio come miglior attore a Cannes. E forse ce ne siamo dimenticati qualcuno.

Adesso, dopo venticinque anni dal suo primo film da regista, “Ternosecco”, torna dietro la macchina da presa con un film dal titolo che non passa inosservato: “Ti ho cercata in tutti i necrologi”. Il film esce oggi in tutta Italia. Giancarlo Giannini ha scelto Firenze per presentarlo. Sarà questa sera, ad incontrare il pubblico, allo spettacolo delle 2030 al cinema Uci.

          Giannini, ha scelto proprio la Toscana per presentare il film al pubblico. Perché?
          “Perché la amo moltissimo: le mie origini sono pistoiesi, e perché ho una casa tra Lucca e Pisa, dove mi piace tornare appena posso. Che cosa faccio quando sono a casa? Il muratore, il falegname, l’imbianchino, e qualche volta l’ingegnere. Ho un piccolo laboratorio, e mi diverto moltissimo così”.




          Di che cosa parla la storia di “Ti ho cercata in tutti i necrologi”? E quale forza la ha spinta a tornare dietro la macchina da presa, in mezzo a tanti impegni da attore?
          “E’ una storia che ho da parecchio tempo dentro di me. Una storia curiosa, che parte da una vicenda vera. In Africa facevano la ‘caccia all’uomo’. Non contenti dei safari, qualcuno voleva divertirsi di più, e andava a cacciare degli esseri umani. Non è una leggenda, è una cosa che accadeva, e che forse accade ancora. Da lì mi è venuto lo spunto per questa storia”.

          Che cosa accade dunque?
          “Accade che il personaggio che io interpreto diventa un bersaglio. La vittima di un gruppo di ricchi che organizzano battute di caccia all’uomo, per svago. Per una serie di circostanze che non sto a raccontare, vogliono fargli la pelle. E lui incontra una donna. Una donna affascinante, sexy, bugiarda come lo sono tutte le donne. Una donna che gli renderà la vita meravigliosa, e ancora più complicata di quello che non fosse già per lui”.

          Il percorso diventa pericoloso…
          “Molto pericoloso, per lui. Un percorso che diventa quasi un calvario. Con un rapporto molto ambiguo, perverso con la donna che ama. C’è una scena che continua ad affascinarmi, girata nella Monument Valley in Arizona. Scenario da western: e in fondo questo film è anche un omaggio al cinema che ho amato, al western classico”.

          Con lui, sullo schermo, Silvia De Santis, attrice conosciuta sul set di “Vuoti a perdere”, capace di recitare in presa diretta in inglese, lingua in cui il film è stato girato. E poi il premio Oscar F. Murray Abraham, il Salieri di “Amadeus” di Milos Forman.





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